L'incendio del Tevere
I edizione Trapani, 1969. II edizione ampliata Udine, 1996.
 

L’autunno sapeva ancora d’estate afosa, ma villa Celimontana, a quattro passi dal Colosseo, prometteva una verde e riservata accoglienza.  Si saliva su per l’ampia salita, una volta lasciata la via Labicana, e la casa appariva appena, seminascosta dagli alberi. Il tram, dal Tiburtino a San Giovanni, aveva percorso i quartieri più popolari di Roma, e costeggiato piazza Vittorio.  Si era  fermato in mezzo ai due colli, l’Oppio ed il Celio: l’avventura incominciava di lì.

Nell’avviarsi verso la casa, lui cercava di prefigurarsi i nuovi compagni. Li immaginava scostanti, antipatici, non immaginava ancora fino a qual punto. Ecco, pensava, dovrò vedermela coi primi, e più saccenti, di tutte le scuole di Roma, poiché è risaputo che in tutte le classi c’è un primo, e quasi sempre è un ebreo. Che cos’è un ebreo? Uno che non assiste alla lezione di religione. E perché s’allontana? Perché la famiglia non vuole.

Però, a partire da quell’estate, il suo concetto  di ebreo si era venuto allargando. Era accaduto durante quei mesi che lui, ebreo, era divenuto protagonista. Personaggio, addirittura, sulle prime pagine dei  giornali. Nella cerchia della famiglia - parenti ed amici dei quali non aveva sospettato l’esistenza neppure - la  cosa non aveva fatto molto piacere. Si erano visti volti incupiti dalla preoccupazione, si erano sentiti discorsi allarmati. Passerà presto, è un attimo di follia. E invece no, questa volta fanno sul serio.

Un lontano parente, che aveva fatto la guerra, non tollerando quell’incertezza, impugnò la pistola d’ordinanza e si uccise. Ai funerali intervenne una gran folla di conoscenti, ed anche la banda del reggimento, che intonò. a detta di nonne e di zie, una bellissima marcia funebre.  Parve un buon segno. Altri lontani parenti, iscritti all’associazione degli ex-granatieri, intensificarono i turni di guardia al Pantheon, davanti alle tombe dei Reali d’Italia: una vecchia, cara abitudine che adesso tornava benaugurante. Mussolini, dopo tante affermazioni e clamorose vittorie, poteva anche impazzire; ma il Re, certo, avrebbe pensato diversamente.

 

Che cos’è un ebreo? Uno che non assiste alla lezione di religione. E perché s’allontana? Perché la famiglia non vuole

 

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